LE PROFONDITÀ DELL’UMORISMO E DELL’UNIVERSO – GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI

L’universo è assurdo e insensato, e per questo molto divertente. Traumatizzati dalla sua sconfinata vuotezza è lecito giocare con la sua realtà, e questo fa l’umorismo. Ridere è spesso la miglior medicina e arma di difesa, ma più lo prendiamo con leggerezza e più evochiamo sotto lo scherzo una realtà cinica e disturbante. Così ci capita di sentire amarezza dietro una battuta, tristezza dietro l’ironia, o rabbia dietro la satira, perché scherzare è un vetro che ci protegge ma non ci nasconde dalla verità, anzi ce la indica. E così le cose più comiche e non-sense possono essere anche le più interessanti! Per parlarne mi appellerò a Douglas Adams, il genio comico che ci ha donato “Guida galattica per autostoppisti”, primo libro dell’omonima saga fantascientifica umoristica. Ogni libro della saga si imbarca in mirabolanti avventure per trovare le risposte agli enigmi più sconquassanti dell’esistenza – nostra e di tutti gli esseri dell’universo. I libri di Douglas Adams nascondono  dietro alla loro comicità una visione dell’universo e della vita particolarmente profonda. Cosa ci insegna l’umorismo sulla vita e sull’universo? Ne parlerò dopo una breve introduzione sul libro.

Siamo in una delle miriadi di galassie dell’universo, su un “trascurabilissimo pianeta” popolato da umani infelici, e più precisamente in Inghilterra. Il protagonista principale, Arthur Dent, dopo aver scoperto che la sua casa deve essere rasa al suolo per la costruzione di una tangenziale, scopre che il suo migliore amico Ford viene in realtà da un altro pianeta per compilare delle voci riguardo alla terra su una guida per autostoppisti spaziali, e che anche la terra stessa deve essere spazzata via per far passare un’autostrada iperspaziale… Con mirabolanti colpi di scena riescono a scapparne giusto in tempo, ma le loro avventure non sono che cominciate. Ciò che seguirà questo inizio esplosivo sarà ancora più eccitante, avventuroso e assurdo anche se non saremo più nei panorami del nostro pianeta, ma nelle incommensurabili e devastanti immensità dell’universo. Scopriamo che non siamo né la specie più intelligente dell’universo né la specie più intelligente del nostro pianeta, e che nello spazio profondo esistono innumerevoli altre civiltà, follie, storie affascinanti e tecnologie impensabili. Ma nonostante l’avanzatissimo progresso della tecnica e del pensiero di molte civiltà, nessuno, ma proprio nessuno, conosce la risposta alle domande fondamentali dell’universo e il suo profondo significato.  In verità la risposta alla “domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” la si conosce già, ma non conoscendo la domanda a questa risposta, essa rimane assolutamente incomprensibile. Durante la storia ci si avventurerà in mille peripezie per trovare risposte, domande, significati, o solamente per salvarsi la pelle da minacce spaziali. Oltre ad Arthur e Ford gli altri protagonisti sono Trillian, una ragazza che Arthur ha conosciuto una sera a una festa, Zaphod Beeblebrox, un eccentrico spaccone eletto per sbaglio presidente della galassia, e Marvin, un robot intelligentissimo ma costantemente depresso. La Guida galattica per autostoppisti farà da aiuto e collante per tutte le loro avventure.

NON PER ROVINARE LA FESTA …

Dal momento che fa spaccare dal ridere, non vi aspettereste mai che Guida galattica per autostoppisti è stata per me una lettura sconvolgente e inquietante. L’essere umano ovviamente viene parodizzato e stravolto già dalla prima pagina. Ma non è questo che mi ha sconvolto. Degli esseri umani infatti vengono portate alla luce anche le loro bellissime caratteristiche e peculiarità, senza venire ridicolizzati (o almeno non più di quanto venga ridicolizzata qualsiasi altra cosa). In teoria noi dovevamo essere coloro che avrebbero trovato la domanda fondamentale a tutte le cose, se non fossimo stati spazzati via per costruire un’autostrada. Come tutti gli altri esseri l’uomo è in bilico e in costante pericolo in un universo imperscrutabile e angosciante che non guarda in faccia a nessuno. L’universo viene rappresentato sia nella sua infinita moltitudine di bellezze e possibilità, sia nella sua sconfinata vuotezza, aridità e mancanza di senso. Mentre leggevo, questo costante rumore di sottofondo mi faceva impazzire. In ogni momento i protagonisti potevano annichilirsi nel nulla brutale del cosmo, ma diciamocelo, gli esseri viventi sono proprio forti! Ogni vicenda viene costruita sia nella paura dell’imminente catastrofe, sia nel sollievo della paradossale risoluzione. A volte è anche il contrario, alcuni episodi cominciano nella magnificenza di una storia o di una civiltà leggendaria, per poi concludersi con la sua spietata fine. Oppure alcune cose vengono rappresentate semplicemente come sono, risultando comiche senza nessun senso. Ovviamente tutti e tre gli scenari risultano estremamente comici. L’umorismo di Adams riesce bene a dipingere e a parodizzare un pazzo universo degno di Las Vegas, nel quale però si percepisce anche un amarezza diffusa, una vuotezza disturbante. Cos’è in questo caso l’umorismo, e qual è il suo ruolo?

RIFLESSIONE SULL’UMORISMO – L’IRONIA DELL’UNIVERSO E DEL SENSO

 L’umorismo è un modo di esorcizzare una realtà di per sé traumatizzante nel suo tetro e gigantesco silenzio, nella sua sconfinata e atroce desolazione. Dietro la spassosa genialità di Adams si percepisce come una sorta di nichilismo, e dietro la sua satira si riversa tutta la follia e il non senso dello stesso universo. È ilare come da una storia quasi non-sense si possa fare tutta questa filosofia, come se l’umorismo, l’ironia e la parodia nascondessero dietro di sé la verità. Perché in fondo sono un modo di dipingere la realtà esattamente come essa è, anche scherzandoci sopra. In fondo ogni cosa, privata del suo contesto può diventare sia deprimente che incredibilmente comica.

L’umorismo è un mondo surreale e intelligente dove tutto è possibile, e siamo dunque molto più vicini all’essenza della vita: tutto è così smisurato eppure concreto, così vero eppure irreale, all’apparenza così sterile eppure così gravido di possibilità, infinito… Arriviamo a un livello dove i perché sono inutili, e sono essi stessi parte della comicità. La vita stessa, l’esistenza è irreale e assurda, impossibile. I perché e le domande diventano delle battute, come in Guida galattica per autostoppisti. E noi ridiamo, e viviamo il fatto che le domande e le risposte, per quanto irreali, fanno parte della realtà quanto lo sono le situazioni, le cose e le persone, anch’esse con la loro mancanza di confini. L’umorismo ci porta attraverso un mondo assurdo e impossibile mentre descrive proprio questo, attraverso illogici parallelismi, significati che bisogna scavare o smettere di scavare, o attraverso intuizioni vaghe che appartengono al mondo elevato dell’intuito.

Cosa cela la comicità? La usiamo per proteggerci, per nascondere… È un grande meccanismo di difesa. Ma soprattutto cela il nostro lato più sincero. È personalissima, e porta quindi in sé tutta una conseguente descrizione di noi. Alla fine ogni cosa, compreso il nostro comportamento e il linguaggio, sono armi a doppio taglio, monete a due facce. Hanno una facciata di realtà chiara e “certa”, e al contempo portano con sé un’ombra, un alone oscuro di significato indecifrabile con strumenti come le parole. Ogni cosa nell’universo porta in sé queste due forze, altrimenti non esisterebbe. E così per la legge degli opposti l’ironia e l’allegria portano con sé la tristezza e un ironico dolore, e la mancanza di senso porta in sé un senso intrinseco. Nulla si può ridurre a una cosa sola, a una facciata, nulla può essere definito o capito con semplicità, perché ha più valenze, più significati, e funziona in mille modi diversi in una realtà complicatissima.

DON’T PANIC!

E come l’umorismo cela nella sua risata le ombre di un mondo disturbante, anche l’apparente vuoto dell’universo cela incredibili colori e sorprese! Nonostante gli esseri viventi non si raccapezzino sui grandi misteri dell’universo, questo non penalizza la loro vita. Semplicemente ognuno vive la sua storia a proprio modo: ce ne sono un’infinità! Così come esistono infinite storie folli e meritevoli di esistere e di essere raccontate che si intersecano tra di loro e vanno ad arricchire, se non a formare esse stesse, lo stesso universo! Tutto è perfettamente collegato e connesso in qualche modo, e portare l’attenzione su questo particolare rende consapevoli di quanto le cose non siano scontate. L’universo è assurdo e spesso imperscrutabile, ma è inevitabile che sia proprio questa assurdità a generare folli e divertite risate, storie incredibili, e un umorismo come quello di Adams, dove tutto, anche senza il suo senso, è perfettamente al suo posto, e vabene così, “Dont’t panic!”, come dice la Guida.

QUESTIONE DI PROSPETTIVE

 Nel libro l’infelicità degli esseri viventi è in parte data dalla mancanza di quel senso e significato univoco che potrebbe forse farli stare bene definitivamente. Ma se vediamo bene non è così per tutti, non c’è un modo univoco di essere e reagire davanti al tragicomico silenzio dell’universo. C’è chi pensa a spassarsela, c’è chi pensa ad andare avanti con la sua attività, c’è chi pensa alle scorribande, chi a sopravvivere, e chi a deprimersi tutto il giorno, come il robot Marvin (che comunque è stato programmato per questo). L’universo è quindi un qualcosa di indefinito del quale ognuno può fare un’esperienza propria. Il non conoscere la domanda o la risposta a tutte le cose non preclude di vivere serenamente, anzi è appunto quel piccolo vuoto che sentiamo dentro di noi a darci lo stimolo giusto per arricchire la vita, e forse è per questo che sono proprio gli umani nel libro gli esseri adibiti alla ricerca della domanda fondamentale. Alla fine nel libro la risposta alla domanda fondamentale non ha alcun significato, e probabilmente nemmeno la domanda lo ha. Non è questo che importa, anche se è quello che ci ossessiona. La vita in qualche modo è slegata dal senso che cerchiamo di affibbiarle. Forse uno scopo è più importante, mentre il senso è relativo, se non inesistente.

CONCLUSIONE e P.S.

L’umorismo è giocare con la realtà, soprattutto quando essa fa troppo male per prenderla così com’è. È un mondo libero e smisurato, insondabile, ma da sperimentare con tutto noi stessi. Quando non si hanno i limiti della logica, come nell’umorismo, le riflessioni filosofiche ed esistenziali riescono a entrare in un’escatologia più sincera e profonda, che è molto più difficile trarre da un’opera “razionale”. È anche vero che, se non c’è nessuna linea guida, ognuno percepisce  rispetto a ciò che osservaquelloche vuole, o meglio, quello che gli è più vicino. Per questo io “leggo” tutto questo e voi invece leggerete altro, ognuno fa esperienze diverse della stessa cosa e non è detto che condividiate le mie riflessioni. Considero però quello di cui parlo una verità soggettiva che può essere provata da chiunque abbia la giusta sensibilità, magari anche leggendo questo libro! Ciò che dico è ciò che provo e ciò che sento, e voglio provare a comunicarlo. Se non condividete le mie idee poco male, sarete più scarichi di pensieri, paranoie, follie… A volte fanno molto soffrire, a volte molto ridere! Grazie a loro la vita è molto più ricca.. Provo a non giudicarla troppo anche se cerco di capirla, e la amo per quello che è 🙂

2 commenti

  1. Grazie Simone mi hai dato un’ottima idea di lettura, l’umorismo è il genere letterario che prediligo. … In quanto all’universo sai come la penso! Un nulla assoluto dove nascono infinite possibilità

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